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La “Bottega della legalità” intitolata a Dodo' Gabriele, ragazzino ucciso in un campo di calcio per mano della criminalità' organizzata, e' un’ iniziativa ricca di significati e soprattutto di speranza.
Le testimonianze che oggi abbiamo ascoltato nella sala “Nicholas Green” del Consiglio Regionale della Calabria, non solo alimentano la nostra speranza, ma ci caricano di una ulteriore responsabilità che deve partire dall’interrogarci se stiamo facendo tutti fino in fondo il nostro dovere.
Purtroppo non possiamo nascondere che nei palazzi della Regione Calabria esiste, in tutta evidenza, una Questione Morale, che deve essere affrontata politicamente con nettezza, senza “moralismi” e senza venir meno al "necessario garantismo", e che deve riguardare tutti, a prescindere dall'appartenenza politica.
La Politica calabrese, e in particolare i Gruppi Consiliari Regionali, non possono "girarsi dall'altra parte" e non vedere che questo decadimento sta producendo senza precedenti il rischio reale di una infiltrazione criminale e 'ndranghetista nella società', non solo calabrese.
Il contrasto alle forze criminali non può essere demandato all'antimafia parolaia, o peggio al “professionismo politico dell'antimafia”, o limitarla esclusivamente simbolicamente a iniziative importanti , quale ad esempio "La Bottega della legalità”, ma deve essere assunto complessivamente dalla Politica e dalle Istituzione, come problema politico principale la cui soluzione implica la stessa possibilità' di sviluppo della nostra Regione.
Né serve evidenziare che, chi oggi tenta improbi paragoni con il passato, e cerca di affermare che cio' che sta accadendo in questa fase non ha nulla di eccezionale, lo fa nell'esclusivo, quanto vano, tentativo di sviare il riconoscimento di responsabilità politiche nette ed evidenti di oggi che non hanno precedenti.
La stessa Commissione Consiliare Regionale contro il fenomeno della 'Ndrangheta deve assumere questo rischio come obiettivo di lavoro, per individuare tutte gli interventi politici, legislativi, e amministrativi necessari che serva a fare il proprio dovere e concorrere ad evitare che questa legislatura possa interrompersi prima della scadenza naturale, con un ulteriore grave marchio per la Calabria.
Uno scioglimento anticipato del Consiglio Regionale, con una qualsiasi modalità, determinato dalla incapacità della Politica di affrontare questo problema e, quindi, di conseguenza, di affrontare i problemi veri dei calabresi, renderebbe il centrodestra responsabile politico dello sfascio, e il centrosinistra, certamente vincente nella prossima legislatura, responsabile di assumere il difficile compito di riconquistare credibilità' politica e istituzionale. |